Non riesci a smettere di pensare?
Quando il rimuginio mentale si sente anche nel corpo
BENESSERE PSICOFISICO
Milena Cenni
9/30/20263 min leggere
Perché il tatto può aiutarti a uscire, per un momento, dalla testa?
Puoi sperimentare una cosa semplice: appoggia una mano sulla spalla opposta e mantienila lì per qualche secondo.
Nota il peso della mano, la pressione e la sensazione della pelle.
La tua attenzione ha un punto concreto a cui tornare.
Questa capacità del contatto di riportarci alle sensazioni presenti è ciò che utilizzo anche durante i miei trattamenti.
È importante che questa esperienza non rimanga confinata al tempo trascorso.
Il percorso continua anche quando torni a casa
Uno degli obiettivi del mio metodo è aiutarti a conoscere meglio il tuo corpo anche nella quotidianità.
Possiamo individuare piccoli gesti di contatto e automassaggio da utilizzare nei momenti in cui senti di tornare nella testa.
Prova questo esercizio di due minuti.
Un esercizio di contatto da provare quando hai la testa piena
Per circa 30 secondi, appoggia i polpastrelli sulle tempie con una pressione delicata.
Poi porta l'attenzione alla mandibola e chiediti: sto serrando i denti?
Per i successivi 30 secondi, porta un dito tra le sopracciglia e mantieni un contatto fermo ma delicato.
Infine, per circa un minuto, appoggia una mano alla base del collo oppure sul trapezio opposto.
Mantieni il contatto e osserva il peso della mano e il tuo respiro.
Se ricominci a pensare, va bene. Non devi riuscire a “svuotare la mente”.
Torna semplicemente alla sensazione del contatto.
Il mio obiettivo non è renderti dipendente dal lettino
Questo è forse l'aspetto del mio metodo a cui tengo di più.
Vorrei che il trattamento fosse uno spazio in cui prenderti cura di te, ma anche un'occasione per imparare qualcosa di più su come ti senti e su come il tuo corpo ti parla.
Per questo non voglio che tu esca pensando:
“Per stare meglio devo tornare necessariamente qui.”
Preferisco che, poco alla volta, tu possa riconoscere prima alcuni segnali e avere anche piccoli
strumenti da utilizzare autonomamente.
Il lettino rimane uno spazio dedicato a te.
Ma ciò che impari ad ascoltare te lo porti a casa.
Vuoi capire come funziona il percorso?
Se senti di essere in un periodo in cui la testa non si ferma mai e tu fai fatica a ritagliarti uno spazio, puoi raccontarmi cosa stai vivendo.
Compila il modulo di contatto: ti ricontatterò personalmente per ascoltare le tue esigenze e spiegarti come lavoro, così potremo capire insieme quale percorso può essere più adatto a te.
Non riesci a smettere di pensare?
Quando il rimuginio mentale si sente anche nel corpo
Ti capita di arrivare a sera stanca, desiderare soltanto di rilassarti e, proprio quando finalmente ti fermi, sentire la testa ripartire?
Ripensi a quello che è successo durante la giornata.
A una conversazione.
A quello che avresti potuto dire diversamente. Poi passi alle cose da fare domani, a quello che potrebbe succedere, alle
persone di cui devi occuparti.
Un pensiero ne richiama un altro e, senza accorgertene, sei di nuovo dentro lo stesso giro.
“Come faccio a spegnere la testa per un momento?”
È una domanda che molte donne si fanno quando attraversano periodi particolarmente intensi.
E spesso il primo tentativo è proprio quello di cercare di controllare i pensieri: distrarsi,
razionalizzare, imporsi di non pensarci.
Ma c'è un'altra strada che possiamo esplorare: smettere per un momento di partire dalla testa e tornare al corpo.
Quando pensi troppo, cosa succede al tuo corpo?
Prova a osservarti la prossima volta che senti di avere la testa piena.
Come sono le tue spalle?
E la mandibola?
Stai trattenendo il respiro? Hai la fronte contratta? Il collo rigido? Senti il bisogno di muoverti continuamente oppure, al contrario, ti senti completamente scarica?
Spesso ci accorgiamo del corpo soltanto quando qualcosa comincia a darci fastidio.
Eppure, mentre la mente continua a occuparsi di ciò che è successo e di quello che deve ancora succedere, il corpo rimane qui, nel presente.
Il contatto può diventare allora un modo molto concreto per riportare l'attenzione su ciò che stiamo sentendo adesso.
Non significa che un massaggio possa “spegnere” magicamente i pensieri o risolvere le cause del rimuginio.
Significa concedersi uno spazio in cui, per un momento, non dobbiamo necessariamente capire, prevedere o controllare qualcosa. Possiamo semplicemente sentire.
Ed è uno dei principi da cui nasce il mio modo di lavorare.
Dal massaggio al Metodo Rinascita
Nel tempo mi sono resa conto che molte delle donne che arrivavano da me non cercavano soltanto un massaggio.
Magari inizialmente mi parlavano di una zona particolarmente tesa, della sensazione di avere sempre le spalle rigide o semplicemente del bisogno di rilassarsi.
Poi, ascoltandole, emergeva molto altro.
Giornate trascorse a occuparsi di tante cose contemporaneamente.
La difficoltà di fermarsi.
Il bisogno di avere tutto sotto controllo.
Poco spazio personale.
E quella sensazione, difficile da spiegare, di essersi messe da parte per troppo tempo.
Per questo il mio lavoro non parte da un trattamento standard.
Parte da una domanda:
“Come stai, davvero, in questo momento?”
Il Metodo Rinascita nasce da qui: dall'idea che il trattamento debba adattarsi alla persona e non il contrario.
Non scegli semplicemente un massaggio da un listino
Quando vieni da me, il primo passo è l'ascolto.
Parliamo di come stai, di ciò che senti nel corpo, delle zone in cui percepisci maggiore tensione e di quello che stai vivendo in questo periodo.
Poi arriva il contatto.
Osservo come il tuo corpo risponde e, sulla base di ciò che emerge, personalizzo il trattamento e il percorso.
Perché non siamo uguali e non arriviamo sul lettino con gli stessi bisogni.
E soprattutto perché ciò di cui hai bisogno oggi potrebbe essere diverso da ciò di cui avrai bisogno tra qualche settimana.
Il percorso si costruisce quindi progressivamente, attraverso ascolto, trattamento e consapevolezza corporea.
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